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Bonacini: “C’è l’accordo con Romairone, vorremmo giocare a Carpi”

CARPI – Queste le dichiarazioni dell’azionista di maggioranza e Ad biancorosso Stefano Bonacini rilasciate nella conferenza stampa di oggi presso Gaudì Trade:

“E’ arrivata la retrocessione ma io sono soddisfatto per i valori espressi dai ragazzi. Siamo pronti a ripartire con loro, con il gruppo che ci ha portato in A e quindi ripartiremo con i migliori auspici. Il morale non sarà dei migliori, andrà recuperato l’ambiente con il sudore, la grinta e il sacrificio. Ci aspetta un campionato difficile, tornare in certi campi non sarà facile, direi che questo è il nostro obiettivo: ricreare la carica nell’ambiente. Con l’unità di intenti e la forza del gruppo credo che ci riusciremo. Faremo un giro all’inferno per tornare in paradiso. Non sono abbattuto e dico questo senza fingere. Dobbiamo essere forti e capire che non sarà una passeggiata di salute. Partiamo a fari spenti e vedremo. Ci sono ancora dei punti da risolvere, specialmente quello tecnico e quello relativo allo stadio. La nostra società è abituata a vincere: oggi facciamo un passo indietro, ma siamo pronti a ripartire”.

“Il primo passo è quello di riconfermare Romairone: abbiamo raggiunto un accordo biennale perché lo meritava per aver capito le problematiche che ha trovato al suo arrivo e aver lavorato per ricostruire la squadra a gennaio. Castori ha condiviso con noi tante esperienze: in settimana dovremo valutare tante cose, ma posso dire che Castori è la nostra prima scelta, è un uomo della famiglia, tutti gli vogliono bene. Mi incontrerò con lui e vedremo cosa fare”. 

“Giocare a Carpi è un valore aggiunto e tutti vorremmo tornare al Cabassi. Ma la situazione stadio è la stessa dal 2009, siamo vittime di questo problema relativo alla capienza e all’agibilità. Dal 2009 a oggi abbiamo speso come Carpi FC 2 milioni e 100 mila euro. Nel 2013, dopo la promozione in B, abbiamo speso un milione di euro con una convenzione firmata per consentire che i lavori fossero fatti al più presto e ci siamo riusciti perché volevamo giocare la B a Carpi. Abbiamo consentito alla città di godersi la B. Siamo stati promossi e siamo andati per forza a Modena, l’operazione è costata 750 mila euro per un biennale e il Carpi dovrà onorare gli impegni. Oggi, 7 giugno 2016, ancora non sappiamo dove giocheremo. C’è un tavolo aperto con il Comune, siamo disposti a qualsiasi tipo di confronto con l’Amministrazione anche se noi il campo di gioco ce l’abbiamo. Lo stadio Cabassi, tenendolo chiuso, costa 268 mila euro tra utenze e manutenzione ed è così da 5 anni. Tutto quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto senza mai chiedere nulla. La ristrutturazione era stata fatta per la serie C, ci siamo trovati a giocare la serie A, però trovate un imprenditore che spende più di due milioni su un bene non proprio. Purtroppo in questo momento anziché  pensare alla squadra da costruire siamo qui a pensare allo stadio. Come club non possiamo sobbarcarci investimenti come uno stadio nuovo o altro. Sono un imprenditore serio, non voglio indebitare la Società e condannare il Carpi al fallimento sicuro nel 2020. Non possiamo condannare il Carpi a diventare una società invendibile come ce ne sono tante. Nessuno qui in questi anni ha preso uno stipendio, né diviso utili perchè non ce ne sono mai stati. In sei anni abbiamo solo investito denaro. Se il Carpi vuole giocare a Carpi, il Comune sa qual è la strada”.

“Nessuno pensi che noi ci siamo arricchiti con il paracadute, visto che oltre la metà se ne va tra mutualità che dobbiamo ancora pagare alla Lega di B, mancati introiti proprio dalla B e i costi pluriennali generati dai contratti per la Serie A”.

“La squadra di calcio è un bene della città, siamo dovuti andare a Reggio e a Modena perché ci sono delle difficoltà oggettive. Sento dire che io voglio portare la squadra a Modena ma non è vero perchè i campionati li abbiamo vinti qui non a Modena o Reggio, ma ci sono delle ragioni oggettive con cui confrontarsi. Tutti devono capire che eravamo in A, oggi siamo in B, cose che nessuno avrebbe immaginato pochi anni fa. Tutto questo verrà apprezzato quando non ci sarà più questa società. Ora dobbiamo decidere tutti insieme cosa vogliamo fare da grandi. Non posso stare qui dopo sei anni ancora a parlare delle sedute dello stadio: non do la colpa a nessuno, dico solo che è un insuccesso. Vogliamo riportare il calcio a Carpi? Bene, la nostra porta è aperta ad una trattativa con l’amministrazione comunale. C’è ancora la possibilità di giocare a Carpi, noi vorremmo giocare a Carpi, ma siamo al 7 giugno e il 15 io dovrò indicare alla Lega dove giocheremo e al momento non possiamo che indicare lo stadio Braglia”.

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