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Carletti: “Esordio indimenticabile, quando mi ha chiamato il Carpi avevo le lacrime agli occhi”

CARPI – Le dichiarazioni di Cristian Carletti nella conferenza stampa di questo pomeriggio:

“L’esordio con il Perugia, la mia prima tra i professionisti, è stato indimenticabile. Forse potevo fare meglio, ma come prima volta non mi lamento. Già in settimana, con l’assenza di Mbakogu, avevo la speranza di poter debuttare, poi quando il mister prima della ripresa mi ha detto di scaldarmi ho capito che poteva succedere davvero”.

“La chiamata del Carpi a gennaio mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. La trattativa è andata per il verso giusto da subito. Il direttore Romairone mi ha detto che qui mi sarei ambientato bene, poi il resto sarebbe venuto da sé”.

“Ho fatto tutte le giovanili nella Cremonese fino alla Berretti, quindi due ritiri con la Prima Squadra, sarei dovuto andare a Venezia in prestito ma la trattativa non si è conclusa e quando l’anno dopo mi hanno proposto di andare in Eccellenza mi sono sentito preso in giro perché  l’anno prima mi dissero che ero sprecato per la Serie D. Lì ho deciso di smettere col calcio vero. Sono andato a lavorare in un’azienda di noleggio e poi con mio padre che ha una sua azienda di trasporti. Mi alzavo tutte le mattine alle 4 e facevo la giornata al porto a caricare e poi la sera mi allenavo con la squadra del mio paese di Terza Categoria, l’Ariete, dove giocano i miei amici. Sono stato capocannoniere e l’estate scorsa è arrivata la chiamata della Pergolettese dove ho giocato fino a gennaio. Poi è arrivato il Carpi”.

“Le mie caratteristiche? Mi piace dare battaglia e attaccare la profondità. Credo di essere nel club giusto perché il gioco del Carpi si sposa alla perfezione con le mie caratteristiche. Qui devo imparare da tutti, se devo citare un mio punto di riferimento a cui mi ispiro dico Belotti, mi piace tantissimo come gioca”.

“Il pari col Perugia? La prestazione è stata sicuramente positiva, il pari ci sta un po’ stretto, ma i play-off sono comunque vicini ma adesso pensiamo solo all’Ascoli e poi alle prossime gare, una dopo l’altra”.

“Il soprannome “toro”? Non credo ci sia un motivo preciso, mi hanno sempre chiamato così forse per caratteristiche fisiche e per il mio modo di giocare”.

“L’accoglienza dei tifosi del Carpi? Essere accolto così fa solo piacere. Spero di ripagare l’affetto con sacrificio e impegno”.

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