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Castori: “Equilibrio e concentrazione”

CARPI – Queste le dichiarazioni di Fabrizio Castori rilasciate nella conferenza stampa alla vigilia di Carpi-Udinese.

Abbiamo la consapevolezza di affrontare un avversario in grande condizione che ha vinto 4 delle ultime 6 partite. Ma, come detto prima della gara con la Lazio, noi non possiamo guardare troppo a chi abbiamo di fronte ma cercare di fare sempre ottime prestazioni come fatto a Roma per portare a casa punti. Non sarà facile battere una squadre molto forte e organizzata come l’Udinese, di carattere come il suo allenatore Colantuono. Noi abbiamo la consapevolezza che è una partita importante, autostima e fiducia sono cresciute, speriamo di centrare la vittoria perché sarebbe un bel toccasana”.

“Parlo solo dei giocatori che ho a disposizione e quelli che sono arrivati sono ragazzi che si sono messi subito a disposizione nel modo giusto, col profilo giusto da Carpi. Il Carpi deve ritrovare la sua vera identità, di squadra umile che corre, consapevole dei propri limiti ma da questi si possono trovare risorse, essere coesi e lottare tutti insieme dal primo all’ultimo“.

L’Udinese è una squadra da prendere con le molle, sono pericolosissimi in contropiede, dovremo avere equilibrio e gestire la partita con grande concentrazione e dando i ritmi giusti senza crearci ansia e fretta. A Roma non è vero che siamo mancati in avanti, abbiamo fatto una partita di grande equilibrio e per noi questo dev’essere un caposaldo”.

“La partita di Coppa Italia col Milan? Siamo concentrati solo sull’Udinese, il campionato per noi è importantissimo e dobbiamo dare continuità e stabilità ai passi avanti che abbiamo fatto ultimamente. E dobbiamo restare sempre umili, con i piedi per terra per dare il 200% che serve. Domani abbiamo una partita difficilissima e servono grandi attenzione e concentrazione, per questo pensiamo solo ed esclusivamente all’Udinese”.

“Di Natale? E’ un campione, è un onore incontrarlo. Personalmente l’ho affrontato quando giocava nell’Iperzola e io allenavo il Tolentino, in C2. Era un ragazzino, ma si vedeva che era già un campione”.

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