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Martinho: “Proveremo a far punti anche a Torino, come sempre”

CARPI – Queste le dichiarazioni salienti rilasciate da Raphael Martinho durante Sport Qui-Speciale Serie A sulla tv ufficiale biancorossa Tv Qui:

“Questa appena chiusa è stata una settimana importante, siamo riusciti a fare 7 punti in tre partite che avrebbero anche potuto essere 9 se avessimo trasformato un paio di occasioni buone a San Siro col Milan, ma siamo soddisfatti anche se non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo”.

“Chi entra deve farsi trovare pronto, il mister fa sempre le scelte per il bene della squadra scegliendo i giocatori migliori anche in base alle caratteristiche dell’avversario”.

“Io, a parte i due infortuni che ho avuto, ho sempre giocato e questo mi fa sentire utile alla squadra. Poi tutto il nostro gruppo è di un’umiltà tale per cui viene sempre prima l’importanza della squadra“.

“Mancano tre partite, adesso pensiamo alla Juve, anche se sono i campioni d’Italia ci sono in palio tre punti e dobbiamo provare a fare risultato.Così come siamo andati a Milano, non andremo a Torino a fare una gita ma a provare a fare punti perché ne abbiamo bisogno per la nostra salvezza”.

“Le partite che ho fatto penso di averle fatte bene, ho mancato un po’ di continuità con qualche infortunio di troppo. Ho pagato il fatto di non aver fatto il ritiro con la squadra, questo complica un po’ la stagione ma sono soddisfatto e credo di essere stato utile alla squadra”.

“Alla Juve bisogna solo fare i complimenti perché vincere 24 gare su 25 è un’impresa all’altezza dei numeri di Barcellona o Bayern Monaco”.

“A Torino dovremo essere concentrati, il nostro campionato non è finito, abbiamo bisogno di punti e proveremo a farli anche lì”.

“Tatticamente sono a mia agio sia da mezz’ala nel centrocampo a tre che da esterno sinistro o destro in quello a quattro. Sono ruoli che ho ricoperto sempre in carriera, facendo all’occasione anche il terzino di spinta”.

“La qualità migliore del Carpi è il gruppo, indipendentemente da chi scende in campo tutti sanno cosa devono fare”.

“Nelle prime giornate abbiamo un po’ subito l’impatto con la Serie A perché tanti ragazzi non avevano mai fatto la categoria poi pian piano abbiamo capito che possiamo starci a patto di non mollare mai sulla intensità, la corsa, perché non abbiamo nessun fenomeno che ci risolve le partite da solo”.

“Il nostro staff tecnico è molto preparato, preparano ogni allenamento e ogni dettaglio di ogni partita senza lasciare niente al caso per limitare al minimo gli errori”.

“Facciamo fatica a segnare? Il nostro non è un gioco di possesso palla, chiudiamo gli spazi e partiamo in contropiede, 1-0 vale 3 punti come un 4-0 e contano quelli. Il fatto di avere una difesa solida ci dà sicurezza, partiamo da questa consapevolezza e poi davanti un gol proviamo sempre a farlo”.

“Qui mi sono ritrovato fisicamente bene come mi era successo prima a Verona, spero di tornare ad avere continuità, non fermarmi più. Il gol? Mi manca tanto, ma tanto più ci pensi tanto meno arriva, ci sono stato vicino alcune volte ma l’importante è che la squadra vinca e segni, a prescindere da chi lo fa”.

“Io sono cresciuto nel settore giovanile dell’Atletico Paranaense, poi ho fatto Serie B in Brasile, avevo 22 anni e lì mi ha visto Pietro Lo Monaco e da lì sono arrivato a Catania dove è iniziato tutto”.

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