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Sannino: “Complimenti Atalanta, noi al lavoro”

BERGAMO – Queste le dichiarazioni dell’allenatore biancorosso, Giuseppe Sannino, al termine della partita contro l’Atalanta.

“Gli errori? E’ giusto che gli sbagli ci siano adesso, in questo modo possiamo capire il lavoro che c’è da fare, che secondo me è tanto. Siamo partiti bene i primi dieci minuti e dopo basta, non abbiamo più giocato. L’Atalanta ha vinto meritatamente. Non voglio trovare delle scusanti, ma quando una squadra ti mette sotto come ha fatto l’Atalanta, credo sia giusto tornare a casa e pensare a quello che siamo e a quello che vorremmo diventare, cioè una squadra che possa competere in questo campionato, con un obiettivo come quello della salvezza, sapendo che c’è da lavorare. Ho visto degli errori, ma non mi focalizzo su quelli individuali. Non ho parlato alla squadra, perché farlo a caldo può essere deleterio. Ripartiamo domani e prepariamo la partita col Bologna che è determinante per il momento in cui capita, ma anche per capire chi siamo”.

“L’Atalanta? Ha fatto una grande prestazione, ma la mia analisi si ferma qui. E’ la prima volta che la vedo giocare dal vivo, finora l’ho vista solo in tv. Non spetta a me dire dove può arrivare. Io penso al Carpi, una squadra che ha un obiettivo importante, dopo che ha raggiunto la Serie A ed ha fatto parlare di sé. Non vogliamo essere una meteora, vorrei che questi ragazzi avessero ancora la possibilità di affermarsi in questo campionato”.

“Mi aspettavo quel tipo di partenza? No, eravamo partiti col piglio giusto, ma alla prima difficoltà ci siamo lasciati cadere. Possiamo sbagliare tutto, ma non l’atteggiamento. Siamo una squadra che non deve giocare di fioretto, ma con la spada. Oggi ho visto una squadra che arrivava prima sulla palla, l’Atalanta. Quello che dobbiamo fare noi, aiutarsi, battagliare insieme, cose che oggi sono mancate. Questa è stata la differenza dalla partita col Torino”.

“Lazzari? Per uscire mi serviva un giocatore che avesse un po’ più qualità. Oggi ho provvato questo, ma anche altre cose, per capire e vedere. Non si tratta di numeri, ma di conoscenze e bagaglio che un giocatore si porta dietro. E in questo dobbiamo migliorare tantissimo”.

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