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Sannino: “Lavoro e sacrificio per migliorarci”

CARPI – Queste le dichiarazioni dell’allenatore biancorosso, Giuseppe Sannino, rilasciate durante la conferenza di presentazione nella sala conferenze di Gaudì.

“Prime sensazioni? È un momento importante per il Carpi. Arrivo al posto di una persona che ha portato questa squadra nella storia. Capisco che lascia dell’amaro in bocca, però fa parte del nostro mestiere. Fabrizio lo conosco bene, abbiamo avuto lo stesso percorso. Ora sono qui, la società mi ha chiamato e bisogna buttarsi a capofitto.  In una situazione in cui, al di là dei sentimenti e del dispiacere che si può percepire, c’è una classifica che ci impone solo di lavorare. Ho trovato dei ragazzi che hanno dato tanto per il Carpi e penso che daranno ancora tantissimo. Una squadra che dev’essere incoraggiata, che ha la consapevolezza di essere ultima in classifica. L’obiettivo è quello di rimanere in questa categoria e continuare questa favola per i tifosi, per la città, per il presidente. Sono stato chiamato per guidare questo gruppo, voglio diventare il condottiero di questa squadra. Approcciamo alla prossima partita, che sarà importantissima, con la voglia di fare punti”.

“Il rapporto con Sogliano? Con lui ho lavorato soltanto una volta. Durante la carriera gli allenatori incontrano tanti direttori, e viceversa. Il fatto che sono qui e che ci sia anche Sogliano non vuol dire che lui non abbia avuto un confronto a riguardo con la società. Sono stato chiamato, ho risposto sì perché credo fortemente nel mio lavoro, nella passione che ha accompagnato questa società ad arrivare in Serie A. Con sacrificio, sudore e poche parole cercheremo di venir fuori da questa situazione. Ci sono tantissime partite avanti, ma ora la cosa più importante è che tutte le componenti convoglino insieme alla squadra verso una strada in comune che porti al raggiungimento dei punti che saranno la benzina che ci servirà per il prosieguo”.

“Io un motivatore? Ognuno ha un suo dna. Non sono un mago, non leggo il futuro ed abbiamo tre giorni per preparare la gara contro la seconda in classifica, il Torino. La sosta mi darà la possibilità di conoscere meglio la squadra e di dare un’impronta per quello che credo i ragazzi mi possano dare. So di essere sotto la lente d’ingrandimento per una situazione che può anche dispiacere. Io sono un professionista, il mio compito è quello di fare il meglio di me. E’ una sfida importante, che ha le sue difficoltà, ma proprio per questo sarà ancora più bello cercare di vincerla. Non mi va di parlare di numeri, ma di atteggiamento. Voglio una squadra più propositiva, che parta vincente in quanto a caparbietà, cattiveria e voglia di provare a vincere la partita”.

“In tre giorni nessuno ha la bacchetta per cambiare quello che finora hanno fatto i ragazzi. Il mio compito è quello di dare loro più certezze possibili. Cercare di far capire come si possano fare meno errori, ma non posso entrare nella loro testa o inculcare in loro troppe istruzioni tattiche. Per fare questo sono necessari i ritiri, che durano due mesi. Dentro di noi dobbiamo sapere di poter vincere contro gli avversari, seppur favoriti, attraverso degli sforzi caratteriali, fisici e mentali. Dobbiamo far prevalere in noi la voglia di cambiare strada, di dimostrare che vincere contro di noi non sarà facile”.

“Il “Braglia”? Ci alleneremo a Carpi, ma si gioca a Modena. La nostra casa per le partite sarà quella e dovrà diventare il nostro fortino, e per questo abbiamo bisogno anche del supporto dei tifosi, come del resto ho visto finora”.

“Avere la consapevolezza delle difficoltà che troveremo sarebbe già un punto di partenza importante. Voglio che i miei ragazzi si calino nella parte e capiscano che devono sempre migliorarsi”.

“Gerarchie? Tutti i giocatori devono dare il massimo per guadagnarsi il posto. Nulla è dovuto, ognuno avrà la sua possibilità. Chi dimostra di essere pronto, si gioca le sue chance. Ho grande rispetto per i professionisti, non mi piace fare figli e figliastri. Il portiere è un ruolo importante come gli altri, quello che interessa a me è l’organizzazione di gioco. Avere un’identità e mettersi a disposizione del gruppo porta ai ragazzi a divertirsi ed è la base per raggiungere i risultati”.

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La presentazione di Giuseppe Sannino
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