carpifc.com

Official Website

Pellegrini: “Voglia di rivincita e di dare sempre il massimo”

CARPI – Le dichiarazioni di Eros Pellegrini nella conferenza stampa verso Carpi-Vicenza:

“Un inizio di campionato così? Sarebbe stato davvero troppo ottimistico pensarlo così… Quando sono arrivato c’erano tanti giocatori sul piede di partenza e alcune incertezze sulla costruzione della rosa. Ora si sta creando un nuovo clima intorno alla squadra e questo significa che nell’ultimo mese e mezzo ci abbiamo dato dentro”.

“Come arriviamo alla gara col Vicenza? Carichi come per ogni partita. Vogliamo giocare sempre al massimo delle nostre possibilità, pensando partita per partita. Il Vicenza ha allestito una rosa forte, con giocatori di categoria e oltre, ma in campo si va 11 contro 11 e spesso vince chi ha più motivazioni. Noi tutti abbiamo voglia di rivincita, da chi è retrocesso a chi è tornato ora in Serie C come me”.

“Obiettivi personali? Spero, dopo alcune tribolazioni, di stare bene a livello fisico. Ho 29 anni, faccio la categoria da dieci e mi auguro di non avere infortuni, come nelle ultime tre stagioni, per trovare continuità nelle prestazioni”.

“I 4 gol subiti nelle prime due partite? Abbiamo analizzato gli errori con il mister, sia singoli che di reparto. Spesso siamo noi a regalare le occasioni agli avversari. Se limiamo gli errori, possiamo prendere qualche gol in meno”.

“Terzini d’attacco? Il mister in questo momento sta attuando il 4-3-1-2, quindi sugli esterni abbiamo tanto spazio. Ci chiede di sganciarci per i cross e di fare molte sovrapposizioni. La concorrenza è sana e in questo modo porta a miglioramenti in allenamento e in partita. C’è un bel gruppo, nessuno è scontento. Tutti pensiamo al noi e non all’io”.

“Due anni fa ho raggiunto una salvezza insperata al Fano, poi ci sono stati cambi di orizzonte societari e sono stato tagliato fuori. A marzo con il mio nuovo agente ho accettato una squadra di Serie D come il Montebelluna, vicino a casa mia a Treviso, per giocare ed essere pronto a luglio per una chiamata dalla C”.

“La Primavera a Palermo? Fu un anno importante perchè da Treviso mi sono trovato catapultato a Palermo. Giocavo in Primavera, ma a volte mi allenavo con la Prima Squadra e così ho conosciuto calciatori fortissimi come Cassani, Miccoli, Hernandez e Cavani. Quell’anno il Palermo fece un campionato pazzesco, finì quinto e si qualificò in Europa League. Non ho debuttato in Serie A, ma allenarsi con questi giocatori già era tanto, anche se poi andavo in Primavera. Cresci in fretta e cominci a vedere il calcio vero. Molti ragazzi pensano di essere già arrivati perchè escono dalla Primavera di Juventus o Inter, ma non è così. Quando esci dalle giovanili puoi trovarti in Lega Pro, essere un under e smettere dopo tre anni. Prima capisci cosa significa diventare calciatore, prima ti costruisci una carriera anche se sono dieci anni in Serie C”.

Leave a Reply

Questo sito utilizza i cookie per semplificare e migliorare la navigazione. Chiudendo questo banner o continuando la navigazione si accetta l'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi